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Archivio di Stato di Modena

La firma del Direttore Cesare Foucard


Cesare Foucard

Direttore dell’Archivio di Stato di Modena dal 1873 al 1887, fu reggente fin dal 1871 per le gravi condizioni fisiche del predecessore Giuseppe Campi. 

Ancora una volta è il collega Cesare Cerretti che ci fa conoscere l’uomo, il ricercatore, il paleografo e lo storico attraverso il suo scritto “In Memoria di Cesare Foucard nel primo anniversario della sua morte” del 7 dicembre 1893.

Foucard nacque a Venezia il 15 agosto 1825 da Giovanni e Maria Brest, e morì a Firenze l'8 dicembre 1892. Aveva una spiccata predisposizione per gli studi storici e artistici, frequentò per due anni l’Accademia di Belle Arti e per altrettanti la Facoltà di Medicina, abbandonando poi questi studi per dedicarsi alla Paleografia. Ammesso nel 1847 come impiegato nell’Archivio dei Frari a Venezia, dopo la caduta di Venezia fu destituito dall’impiego perché accusato di aver combattuto contro gli austriaci e aver preso parte alla difesa del forte di Marghera. Si diede allora all’insegnamento di Storia in lingua francese al Collegio Armeno, e collaborò con diversi giornali. Nel 1850 poté riavere il suo posto in Archivio dove nel 1854 fu istituita la Scuola di Paleografia, di cui fu docente. Nel 1859 fu nuovamente costretto però all’esilio, e dal 1862 si trasferì a Torino, dove trovò impiego nell’Archivio di quella città impegnandosi nello studio delle relazioni della Casa di Savoia con gli altri Stati, in particolare con Venezia. 

Nel 1871 giunse a Modena a coadiuvare l’anziano direttore Campi, già gravemente malato, al quale poi successe nel 1873. A lui si devono divesi lavori di studio del patrimonio archivistico, e numerose pubblicazioni, fra cui ricordiamo in particolare il riordino e la pubblicazione delle carte di Lodovico Antonio Muratori, in occasione delle celebrazioni del 1872, e la prima "Esposizione di documenti storici dal IX al XVI secolo e una speciale raccolta di altri spettanti alla medicina e alla chirurgia dal XIV al XVIII secolo" realizzata nell'Archivio di Stato di Modena nel 1882, in occasione del X Congresso dell’Associazione Medica Italiana, a cui seguì nel 1885 la pubblicazione "Documenti storici spettanti alla medicina, chirurgia, farmaceutica conservati nell’Archivio di Modena, con facsimili dal XIII al XVI secolo", opera che fu premiata con medaglia dal Congresso medico di Perugia.

Il 27 novembre 1887 Foucard terminava il suo servizio all’Archivio di Stato di Modena e si ritirava nella sua villa di Fiesole. Il suo archivio personale, donato dalla vedova Ernesta Ridoni e dalla figlia Giulia nel 1893 e oggi conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, raccoglie le sue lezioni e gli studi paleografici, le notizie sugli archivi italiani e stranieri da lui visitati e studiati, documenti politici e scritti storici, e la sua corrispondenza con svariati personaggi dell'epoca.

Nella sua lettera di Addio agli ufficiali di questo Archivio, datata 23 dicembre 1887 si legge:

Sino dal Maggio p.p. il sottoscritto, tenendo conto dello stato della propria saluti, dopo un consulto dell'egregio Prof. Francesco Generali, pregò il Minisero di concedergli un lungo permesso d'assenza, che ottenne colla data 7 del citato mese (all.1). Non avendo ricevuto alcun beneficio, dal temporario permesso, al male cui va soggetto, nello scorso Novembre insistette per ottenere, senza ritardi, lo stato regolare di riposo. Il Ministero, col decreto 27 dello scorso mese (all. 2) glielo concesse, aggiungendo qualche parola che allo scrivente riuscì almeno assai gradita e confortante.
Sono dolente di abbandonare questo ufficio al quale avevo posto tanto amore e di cessare dal far parte della famiglia di distinti ufficiali che cooperarono con molta alacrità ed intelligenza all'intento comune, quello cioè di dar ordine e decoro a questa preziosa raccolta di documenti, già in parte noti al mondo storico e letterario per opera dell'Archivista L. A. Muratori. Parto da Modena, commosso dalle dimostrazioni di riverenza e di stima che mi furono prodigate in questi ulteriori giorni, e non dimenticherò mai le dichiarazioni affettuose, fattemi in questa circostanza, dagli impiegati dell'Archivio di Stato.

Non abbiamo purtroppo di lui nessun ritratto, se non un disegno del suo volto sul letto di morte. Cerretti però così lo descrive: Negli anni giovanili si poteva dir bello. Era alto e robusto, aveva la barba, i capelli nerissimi, gli occhi scuri che avevano una straordinaria espressione e di cui, in certi momenti, non si poteva sostenere lo sguardo [...] La sua casa era tappezzata di libri… Libri in camera sua, nei salotti, negli anditi; libri dappertutto, ch’Egli ordinava, custodiva, con infinita cura. Erano il Suo tesoro, la Sua compagnia, i fidi amici che gli rammentavano i tempi trascorsi, i faticosi studii, le ottenute vittorie. [...]
Saldo nei propositi, coraggioso, non si sgomentava nei cimenti, e sfidava le minaccie. Quando a Venezia gli fu detto di togliersi la Sua caratteristica barba tonda, che lo rendeva sospetto alla polizia, Egli negò, ed impavido, affrontò il pericolo. Non venne mai a patto con la propria coscienza. Buono ma energico, femminilmente affettuoso, virilmente saldo nelle proprie opinioni, faceto, arguto, intelligentissimo, contemperava in sé i migliori requisiti dell’indole francese e dell’italiana, della veneziana in particolar modo. Amava la musica, il teatro, la campagna, i fiori, ogni cosa bella e gentile. (C. Cerretti, "In memoria di Cesare Foucard", pagg.30-34)

Regolamento dell'Archivio del 1872

(ASMo, Regio Archivio di Stato di Modena, Atti della Direzione, protocollo riservato, anno 1872)

Lettera d'addio del 23 dicembre 1887 con risposta da parte del personale

(ASMo, Regio Archivio di Stato di Modena, Atti della Direzione, protocollo riservato, anno 1887)

 

 



Ultimo aggiornamento: 28/09/2023